La mia esperienza

Punto Viola.

Così in teoria si chiamano i negozi fantasma della Lavanda di Venzone in quanto durano circa un anno, o poco più (dipende dalle risorse economiche di chi apre).

Mi chiamo Dal Pont Emanuela e ho aperto un negozio Punto Viola in Piazzale Marconi n° 6 a Belluno nel giugno 2009. Tutto sembrava meraviglioso: il profumo, i clienti e il mio entusiasmo che ovviamente era a 1000!

Ho firmato il contratto a Venzone il 30.4.2009 lasciando subito un acconto di 4.000 euro, i restanti 11.000 e rotti il giorno della consegna, il 6 giugno. Prima stranezza, quel giorno mi viene detto di acquistare i lampadari da un certo Remo Cesco di Sacile, perchè loro non li fornivano, e così ho fatto, e i mobili per l’arredamento del negozio vengono scelti da loro.

Tutto prosegue secondo i loro ordini… e il negozio si apre ma ben presto, dopo la festa della Lavanda di Lignano, a luglio, qualcosa non va.

Vengo contattata da altri Punto Viola che mi raccontano dei fatti a cui io non voglio credere. Non credo in quel momento perchè sono innamorata del mio negozio e dei mie clienti, pertanto resto sulle mie e decido di andare avanti.

Uno di questi Punto Viola mi chiede di partecipare insieme alla Fiera di Arredamont, a Longarone, e io accetto ben volentieri. Prendo contatti ma il giorno della firma e del pagamento, la signora non si presenta lasciandomi così da sola con una fiera da fare e una montagna di soldi da pagare!

Nemmeno Venzone si interessa, dopo averli informati e chiesto aiuto per i giorni della Fiera, anzi, gli stessi giorni si presentano a Belluno, nella piazza dove era stato allestito un mercatino Bio.

La rabbia è a mille ma decido di lasciar perdere in quanto sono ancora convinta del passo che ho fatto. Ma con l’inizio del 2010 le cose cambiano.

Alla fine di gennaio, il 27 per la precisione, si presentano a sorpresa per vedere se il negozio è a posto e mi costringono a fare una fornitura per San Valentino, festa che a me non interessava promuovere.

Voglia la crisi, voglia altri fattori, il negozio rallenta e non incassa più quello che fatturava nel 2009. Cominciano ad aggravarsi i problemi e i rapporti con Venzone che mi dice che non sono in grado di vendere i loro prodotti e che devo smetterla di piagnucolare e di darmi da fare.

Loro continuano nel frattempo a fare mercatini in piazza e nelle zone limitrofe di Belluno… cominciano le liti e la mancanza di FIDUCIA nei loro confronti. Scopro delle cose molto spiacevoli. Le etichette sui prodotti sono spesso sbiadite e illeggibili, la lavanda è piena di pidocchietti, alcuni prodotti si rompono facilmente… scopro così che i prodotti che mi arrivano da Venzone non sono da loro prodotti ma vengono acquistati da altre parti e poi etichettati con il loro nome.

VENZONE E’ UN’IPOCRISIA, nulla viene prodotto da loro.

Decido comunque di spostare il negozio in una posizione ancora più centrale ma commetto un passo falso perchè di lì a poco mi trovo costretta a chiudere.

Dopo il recesso di contratto scritto dal mio avvocato in  data 28.12.2010, Venzone non si fa più sentire nemmeno nei 6 mesi successivi mancando così a ciò che c’è scritto sul contratto.

A giugno 2011 segue un’altra lettera di diffida, sempre da parte del mio avvocato, in cui si sollecita il ritiro della merce, ma ancora non mi rispondono.

Verso la fine si settembre mi arriva un decreto ingiuntivo esecutivo di pagamento ma i conti presentati e notificati sono sbagliati: attraverso la mia documentazione bancaria risalgo ai pagamenti che loro mi contestano.

Così Venzone, con la coda tra le gambe, chiede un patteggiamento che io ho dovuto accettare in quanto la mia situazione finanziaria ad oggi molto fragile non mi consente di continuare una costosa battaglia per avere giustizia piena.

Questo è quello che è successo nel mio Punto Viola.

Se vuoi contattarmi per uno scambio di opinioni,  trovi tutti i miei riferimenti nel sito internet www.lavandellalpago.it.

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  • puntoviola.it

    Emanuela Dal Pont
    Azienda Agricola Lavanda delle Dolomiti / dell'Alpago
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    www.lavandadellalpago.it